Comune di Offlaga, Provincia di Brescia - dom 20 maggio 2012 20:41
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11/04/2012 - Canale Scolmatore


Oggetto: Conferenza dei servizi per l'approvazione del progetto definitivo del nuovo canale scolmatore in Comune di Dello e Offlaga (BS) Apri..

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26/03/2012 - Modulo istanza - variante PGT 2012


Oggetto: modulo istanza osservazioni per variante PGT 2012; Modulo..

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Nella sezione STORIA:

Storia di Cignano 


Numerose sono le tracce delle antiche centuriazioni romane riscontrabili nel territorio cignanese. Sicuramente la prima di queste, compiuta in una campagna di assegnazione dei fondi ai coloni e incardinata sull’orientamento di quella tracciata sul territorio cremonese è regolata da un modulo di centuria rettangolare 20 x 21 actus. Ad essa appartengono i tratti di strada che collegano Offlaga e Cignano a Faverzano, così come è dallo stesso orientamento la suddivisione fondiaria a ovest di Cignano. La seconda centuriazione, più giovane, riferibile all’incirca al I sec. d.C., pur essendo di dimensioni più limitate dal punto di vista territoriale, è molto importante in quanto ne definisce la viabilità: ad essa è riferito l’asse (kardo) che attraversa in senso N/S il territorio e che collega Cignano, a Nord con Offlaga dove, quasi sicuramente il suo prolungamento raggiungeva il fiume Mella, a Sud collega Breda Libera, Verolanuova, il fiume Oglio. Altra particolarità di questo asse viario è quella di costituire il Kardo intermedio della centuriazione: esso si trova esattamente a 5 centurie di distanza sia ad Est, dalla Brescia – Cremona, sia ad Ovest dalla Brescia – Quinzano. Ritrovamenti archeologici del neolitico, tombe romane e alto medioevali sono state scoperte alcuni anni fa nelle vicinanze. Perciò sia questi resti antropici, sia le tracce di centuriazione, ci permettono di pensare ad una sicura presenza umana giù in epoca romana. Conferma ulteriore è costituita dal nome Cignano, che col suffisso terminale in –ano come del resto moltissimi toponimi della zona, ne avvalora e assicura l’ipotesi. Potrebbe derivare dal nome gentilizio romano Cinnius. Come quasi tutti gli insediamenti abitativi presenti nella bassa bresciana, anche Cignano possiede all’interno del suo organismo urbano, i segni di quello che fu un antico recinto di fortificazione . Presso la chiesa Parrocchiale e precisamente in corrispondenza del suo perimetro del sagrato e della casa un tempo sede del Comune (ex scuola), sorgeva un piccolo castello munito di torri, portone con ponte levatoio e circostante fossato e sul lato Est e Ovest era fiancheggiato da due strade; era di ampie proporzioni (m. 90 x m. 100 circa), e rinchiudeva, nei primi dell’ottocento, poche abitazioni. Anche la chiesa naturalmente era racchiusa nel castello, ma si trattava di una piccola cappella ampliata nel secolo XVI e trasformata radicalmente al principio del nostro secolo (1914) collocando l’abside della chiesa dove era la facciata antica e ponendo la nuova facciata verso il castello.
Anche Cignano ebbe a correre le vicende dei Venezia (1426), dalla quale ebbe esenzioni particolari dalle tasse (1428). Sotto le sue mura avvenne uno scontro, il 25 giugno 1441, fra Nicolò Piccinino e i Veneti, scontro che riuscì piuttosto sfavorevole ai Veneziani che vi perdettero alcune centinaia di uomini.
Durante la guerra di Ferrara (1481) per timore di saccheggio il castello aprì le sue porte ad Alfonso D’Aragona, duca di Calabria; dopo questo episodio il castello non fece più parlare di se.
L’impianto dell’antico castello è chiaramente visibile nella mappa napoleonica (1809), dove si nota la posizione precisa del “portone” d’ingresso, distrutto agli inizi del nostro secolo in occasione della ristrutturazione radicale della chiesa. Anticamente feudo dei Gambara, il castello fu poi feudo dei Pontoglio fino a quando passò al Comune. Ai Gambara si deve anche lo scavo della roggia Gambaresca (1400) ed altre opere idrauliche sempre per il miglioramento fondiario, probabilmente come la costruzione del convento domenicano dell aMirandola (costruito nel 1468 circa e soppresso nel 1797) da quale pervenne a Cignano il culto e la Venerazione di S. Vincenzo Ferreri, patrono del paese. Con la peste del 1629-30 la comunità riceve una dura batosta: da 1200 abitanti (come censiti nel 1565) si passa repentinamente a circa 400 anime. Ci vorrà più di un secolo per ristabilire la popolazione originaria, infatti da un censimento del 1694 abbiamo notizie della presenza di sole 118 famiglie con 493 abitanti. Le famiglie fisse erano quelle più benestanti, le altre cambiavano contrada o paese quando cambiavano contratto o padrone. L’attività prevalente era naturalmente l’agricolutura, che, oltre alla coltura di grano e granturco, comprendeva pure una diffusa coltivazione della vite, del lino, del gelso per i bachi da seta. Nel 1705 come risulta minuziosamente da un diario tenuto dal parroco Don Giovanni Battista Marchioni la popolazione dovette sopportare le angherie degli eserciti in lotta. Nel 1800, per un certo periodo (alcuni anni), Cignano divenne capoluogo essendogli aggregata come frazione Offlaga. L’autonomia del Comune durerà fino al 1928 quando assieme a Faverzano verrà aggregato ad Offlaga.

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